Spazzolare il cane può sembrare un gioco da ragazzi… si, fino a quando non lo provi sulla tua pelle! Soprattutto se parliamo di cuccioli!

Cuccioli e spazzola? C’è il barbatrucco!

“Nella vita ci vuole pazienza” e “le cose vanno fatto per gradi”.

Queste sono due massime di buon senso su cui tutti concordiamo, eppure, quando si tratta di cuccioli… ce ne dimentichiamo.

Se hai un cucciolo e hai cercato di spazzolarlo, molto probabilmente sei incappato in un problema super tipico: il cucciolo morde la spazzola, le tue mani e tutto ciò che ha a tiro.

Questo avviene perché non ama quello che gli stai facendo, non è per nulla un gioco!

In generale, però, spazzolare il cane è una questione da prendere sul serio o, comunque, necessita qualche accorgimento.

In questo periodo sto seguendo una cucciolata per prepararla all’arrivo nelle nuove case. Tra le cose essenziali per il futuro dei piccoli ci sono la capacità di farsi ispezionare, manipolare e, per l’appunto, spazzolare.
Ed è proprio mentre ne stavo spazzolando uno che mi è venuta l’illuminazione: ho capito perché così tanti cani hanno questo problema.

Pazienza e gradualità.

La prima volta che ho iniziato il processo di abituazione, sono partita con una spazzola a setole morbide (come quelle di un pennello) e l’ho passata, velocemente, sulla schiena di ogni cucciolo.
La seconda volta (in un giorno differente) con la stessa spazzola sono passata su schiena e torace.

La terza, ho cambiato attrezzo e sono passata a una spazzola di gomma morbida, di quelle larghe come il palmo della mano e con dentini delicati e poco profondi.Questa volta l’ho passata su schiena, torace, zampette e con alcuni sulla gola.

Al prossimo giro userò un pettine con dentini di metallo, ma punte arrotondate. Quello dopo fecola di patate, usata a mo’ di shampoo a secco e poi stesso pettine della volta precedente… e così via, fino ad arrivare al classico cardatore (di plastica però, non di metallo, quello lo prenderanno i futuri proprietari, quando i piccoli saranno diventati più grandi).

Tutte queste procedure non servono a pulire davvero i piccoli, ma solo ad abituarli.

C’è un’altra cosa importante, ed è il timing.

Già, perché il momento giusto per spazzolare il cane non è quando questo ha voglia di correre o di giocare, ma quando comincia a stancarsi, si accoccola e accetta le spazzolate come fossero carezze.

Pazienza e gradualità.

Normalmente non ci si pensa, si prende il cucciolo, la spazzola coi denti di metallo e si predente di pulirlo subito, in tutte le sue parti dimenticandosi che:

  1. La sua pelle è ancora delicata quindi gli strumenti sbagliati possono graffiarlo e fargli male;
  2. È probabile che quelle siano le prime volte che viene spazzolato… come può stare fermo?
  3. La spazzolatura non è un momento piacevole per il cucciolo al quale, di essere pulito, non può importare di meno. È a te che piace vederlo tutto fluffoso. Lui preferiva rotolarsi nel fango. Sta quindi sempre a te “vendergli” la toeletta come momento piacevole e per farlo deve essere piacevole davvero, se no è solo un’imposizione, ed ecco che partono gli attacchi allo strumento di tortura e alla mano che lo gestisce.

Pazienza, gradualità… e ricordarsi che il cucciolo non “nasce imparato”! 😉