Mi ha chiamato da poco una vecchia cliente, hanno portato a casa da qualche giorno una cucciola e lei è preoccupata perché il suo maschio adulto le ringhia e l’attacca con un fare poco prevedibile.

“Non le fa del male, ma ogni tanto parte verso di lei, le va sopra e la sgrida. Lei piange molto, ma non la ferisce. La cosa che mi lascia perplessa – continua Paola – è che lo fa più dentro che fuori ma sopratutto, è che non lo fa sempre”.

Le dò una serie di indicazioni e le spiego che è normale che il cucciolo sia preso di mira dai vecchi cani della famiglia, come un intruso, ed è sempre normale che il cane sia più reattivo dentro casa e in loro presenza, piuttosto che fuori, da soli.  Questo perché la famiglia umana funge da oggetto di contesa e che comunque tutto questo è risolvibile facilmente tramite tempo e spazio.
Tempo per abituarsi al nuovo arrivato e per capire che non succede nulla, spazio per l’adulto, per non fargli “subire” costantemente la presenza dell’irrequieto cucciolo.

“OK” mi dice, “ma quando ringhia alla piccola devo sgridarlo”?

Puoi fargli capire che non apprezzi con un leggero “no” o con un inflessione vocale, ma in realtà io interverrei il meno possibile.
E’ molto probabile che le sgridate che non hanno senso per te, ne abbiano molto per loro.

Noi umani siamo bestie protettive, sopratutto con i piccoli, e abbiamo sempre paura che possa succedere qualcosa, fino al punto di diventare iper-protettivi.

Eppure talvolta pure i bambini vanno sgridati.

Succede a noi, succede a loro.

Dopo pochi minuti dalla telefonata mi manda un video: “Guarda, questo è quello che succede”.

Un video splendido, un vero compendio di raffinata comunicazione canina.
3 cani, il maschio e la femmina adulti e la cucciolotta.

  • Il maschio che si adopera nel suo ruolo principale del “io ho preso un oggetto e tu non ti ci devi avvicinare” (una delle lezioni che i papà, o pseudo tali, insegnano con più insistenza ai piccoli);
  • La femmina adulta (di cui prima non ti ho parlato, ma c’è anche lei) che sfodera tutte le migliori strategie per dire alla cucciola che non doveva avvicinarsi al maschio;
  • La piccola che se ne frega e, in modo giocoso, fa di tutto per continuare ad avvicinarsi all’oggetto, dribblando la femmina che, seppur adulta, è in realtà grossa quanto lei.

Alla fine, dopo l’ennesimo avvicinarsi della piccola e solo dopo aver constatato che gli avvertimenti della femmina non venivano presi sul serio, lui si alza, gli fa un ringhio e corre verso di lei minacciandola.

Le piccola impaurita scappa sotto una sedia, mentre la femmina segue e controlla.

Bellissima scena di educazione canina, in cui ognuna delle parti ha interpretato alla perfezione il suo ruolo. Nello specifico, quello del maschio, è quello del burbero, del cane che ringhia.

So che a questo punto vorresti vedere il video, ma non posso: primo, per motivi di privacy, secondo, perché senza una voce narrante che ti racconta cosa sta accadendo… perderesti gran parte della magia.

Il punto del racconto, però, è che troppo spesso ci ostiniamo a “ragionare con la nostra testa”.
Abbiamo paura di ciò che non conosciamo ed è per questo che cerchiamo di controllare sempre tutto.
Controlliamo perché non conosciamo.

La riflessione che ti invito a fare questo fine settimana è: se cominciassimo a fare il contrario?

Se fosse:
Non conosco, quindi faccio un passo indietro e smetto di controllare?

Questo w.e. prova a fare un passo indietro e lascia “guidare” il tuo cane, chissà, magari potrebbe succedere qualcosa di interessante 😉

Fonte img: i miei animali