Nonostante la socializzazione sia un processo articolato e complesso, volto a dare al cane i necessari strumenti per sapersi districare in situazioni di tipo sociale ed ambientale, che possono comprendere, tra gli altri:

  • cani,
  • gatti,
  • persone,
  • mucche,
  • rumori,
  • treni… e la qualunque,

normalmente viene usato, dai non addetti ai lavori, per indicare semplicemente il gioco tra i cani.

Come puoi dedurre da quanto letto sopra, chiamare il gioco “socializzazione” è quantomeno improprio.

Il comportamento ludico è solo uno dei tanti aspetti o, meglio ancora, uno dei mezzi, attraverso cui la socializzazione si esprime.

Confondere l’uno con l’altro fa perdere il vero punto focale del processo.

Nella socializzazione del cane l’obiettivo è quello di rendere l’individuo competente nell’affrontare la situazione, sia conosciuta che sconosciuta, con adeguata confidenza.

Il gioco serve a cuccioli e cuccioloni per approfondire la conoscenza di sé, dell’altro e delle dinamiche sociali.

In un adulto ha la funzione di consolidare i legami con i familiari e i conoscenti stretti, oppure può fungere da puro svago in contesti ben selezionati.

Ma il gioco non lo aiuterà in alcun modo nel momento in cui dovrà prendere un ascensore in un hotel, delle scale mobili in una stazione o incontrerà un passeggino con un neonato in una valle piena di mucche……mentre la socializzazione sì 

Perciò: se inquadri il gioco come UNA delle opportunità espressive delle relazioni sociali, e ti chiedi fino a che età il tuo cane ha necessità di giocare, ecco che ti accorgerai che il bisogno è essenziale fino al raggiungimento dell’età adulta. Dopo di che, seppur le interazioni sociali rimangano importanti, queste possono prevedere forme diverse, come il semplice saper convivere e lo sperimentare esperienze in contesti ambientali differenti, con attività che più che coinvolgere estranei, a 2 o 4 zampe, riguarderanno il proprio branco/famiglia.